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Poesie dedicate a Tommy PDF Stampa E-mail

Non fermarti davanti alla mia tomba a piangere. Non sono li, non dorme la mia anima .
sono il soffio del vento
sono la neve ke brilla come diamante
sono un raggio di sole ke splende in estate
sono la leggera pioggia auttunnale
non fermarti davanti alla mia tomba a piangere non sono li perke non e morta la mia anima
ma vive in tutti voi ke mi ricordate

Ilaria

 

Ero un bambino la mamma mi cullava sperando che un giorno sarei diventato come il papà, ma una mano nera mi portò nel cielo. La madonna mi abbracciò e mi disse: ho pianto come la tua mamma, ma tu sei un angelo che vola, dal mare alle montagne. Mando un sorriso alla tua mamma, dicendoli: sono nelle braccia della madonna. Un abbraccio forte.

Poce francesco detto "ringo" da livorno.

Acqua del ruscello,
raggio di sole,
brina mattutina,
stella serale.
Sei la vita quotidiana,
sei la speranza...
Sei tutto, Tommy

Loredana Vasselli

 

Dicono che il tempo lenisce
Si pensa che la distanza, e non intendo quella chilometrica, faccia dimenticare.
Dicono, pensano………gli altri.

 

Filippo Lonato

La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Stefania

 

Cullati.. cullati..
posati tranquillo..
Bimbo mio..
che nascevi al risveglio della natura..
Specchio di dolcezza infinita..
Raggio di luce che irrompevi nei giorni di pioggia..
Figlio di un sogno ormai infranto, perduto, lontano..
Tu che respiravi amando un mondo senza scrupoli né cuore..
Come te, bianche vittime di sola purezza..
Quante quelle anime che si agitano disperate, prive di conforto, e adesso anche di te..

protagonista di un nuovo episodio..
Mentre i miei occhi dipingono ancora i tuoi lineamenti, il tuo angelico volto adesso tace in una fotografia
che ha catturato  il tuo breve tempo.
Condanno con il mio orgoglio chi ha osato della tua innocenza
Ma tu , ad occhi chiusi, copriti dagli inganni...
Io voglio ricordarti felice tra le note di una breve ninna nanna
Tu che resterai sempre un bambino, che risplendi nell'immensità..
E mi consumi di tenerezza saperti disperare tra braccia sconosciute..
Anima fragile che adesso tace..
e mi domando se la tua tenera lealtà troverà mai una limpida giustizia.

Melania  Totino

UN ANGELO E IL SUO AQUILONE

Un aquilone colorato,
libero nel cielo,
nei veli e danze delle nuvole,
nel sorriso dei fiori in primavera.
Il gioco continuo del mio cane.
Come fanno tutti i bimbi del mondo
sorridevo alla vita, mistero per me così grande,
sorridevo a mamma è papà, al mio fratellino.
Una sera, sorrisi per sbaglio anche all'uomo nero
ma io, non sapevo esistesse; lui non sorrideva mai.
Il mio era un mondo solo di colori
trapunto d'azzurro, di verde, di giallo.
Il nero è apparso, improvviso,
aveva la tinta di una catena,
mi ha portato via.
Ho conosciuto il cielo di notte, senza stelle,
il freddo, e la paura! E, ho pianto, quanto ho pianto,
ma l'uomo nero non dimostrava affetto.
Perché non vedevo i suoi occhi,
né sentivo il suo cuore?! E lui, perché non sentiva il mio!
Ora l'aquilone è volato sino a sparire del tutto,
vi guardo da quassù, tutti, uno ad uno,
lo reggo ancora fra le mani con un filo sottile, sottile.
Non ha volteggiato come un tempo, libero,
è solo fuggito sciolto in lacrime, seguite da nubi di pioggia.
Poi, improvviso ho visto il Sole accogliermi!
Le catene si sono spezzate, diventando fumo denso
e cadendo a terra, di notte poi sono stato sepolte; era la malvagità.
Qualcuno ho sentito mi ha abbracciato stretto, nel calore,
il viso era luminoso, emanava serenità.
Io, ora, sapete, sorrido di nuovo;
sono un piccolo Angelo .

Roberta Vaselli (Venezia)

  

 

 

 

 
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