spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow Tommy
Tommy

Casalbaroncolo è una piccola frazione alle porte di Parma. Poche case, di quelle " di una volta ", con l'aia polverosa e gli animali da cortile che razzolano liberi.

La strada che attraversa questa frazione passa attraverso la campagna, inseguendo rigagnoli e fossati ed obbligando così le auto, malgrado lo spazio disponibile, ad una percorrenza a senso alterno. Lungo il fiume Enza il bosco si infittisce, coprendo la luce del sole in quelle giornate in cui la nebbia se n'è stata generosamente assente.

Ad ogni spiazzo sciatte prostitute di colore richiamano fin dalle prime ore del mattino clienti in cerca di facili contagi. Pochi metri dopo una stradina sterrata accompagna ad una radura che un gruppo di volontari sta cercando di ripulire, restituendo alla sacralità acquisita del posto anche una parvenza decorosa. Pulita. Rispettosa.

L'uomo alla mia sinistra si porta alla bocca l'ennesima sigaretta, quindi indicando un paletto conficcato nel terreno e coperto dal nastro della polizia scientifica dice: " quello è il posto esatto dove hanno trovato mio figlio Tommy, sepolto dal letame e dalle foglie marce ".

Accadde tutto un anno fa ma a pensarci bene sembra solo ieri. Una normale, normalissima famiglia, padre, madre e due bellissimi bimbi ancora piccoli, insieme a due cani ed un gatto, una famiglia qualunque, da poco trasferita nella casa di campagna, da ristrutturare col tempo, arrabattandosi con le rate del mutuo ed i sacrifici che le stesse comportano, la famiglia Onofri, venne sorteggiata dal destino, dal fato, chiamatelo come volete. E' quel qualcosa a cui bastano pochi istanti per cambiare per sempre il registro della tua vita. Toglierti dai binari e spedirti altrove, senza biglietto di ritorno, senza che tu abbia anche solo il tempo per chiedere una motivazione. Mario Alessi e Salvatore Raimondi, con la complicità di Pasquale Barbera e della moglie di Alessi, Antonella Conserva, progettano e realizzano il rapimento del figlio più piccolo degli Onofri, Tommaso. Dagli occhi azzurro cielo ed i capelli ricci e biondi, quasi un putto, già un angelo forse.

La storia la sappiamo tutti. Perché tutti l'abbiamo seguita da vicino. Con un espediente Alessi e Raimondi entrano in casa, immobilizzano i genitori e rapiscono il bimbo. Una delle due persone oltre al passamontagna ha un casco e non parla, forse perché è identificabile e non vuole farsi riconoscere. E' la stessa persona che con una mano punta la pistola alle tempie del bimbo e con l'altra lo accarezza in volto.

Vicino al palo della polizia scientifica un totem di peluches, carico di pupazzi e disegni. La sua ombra dona la parola infanzia alla terra pregna del sangue di un innocente. Qui tra qualche giorno verrà inaugurata un grande stele, di marmo, " così pesante " dice il padre " che nessuno potrà mai toglierla , con sopra un'immagine di Tommy e dei versi a lui dedicati. Lo stesso posto verrà bonificato, magari per farci un giardino, portarci i bimbi per fare delle passeggiate, incontrarsi ed incontrare, permettendo così alla vita di riguadagnarsi lo spazio sottrattole un anno fa con l'atto peggiore che mente umana potesse concepire.

La zia di Tommy lì, vuole una panchina " per parlare col suo adorato angioletto " ogni volta che ne sente il bisogno

" Uno lo teneva fermo da dietro, mentre un altro con una pala lo colpiva violentemente in volto ."
Non si può ascoltare il racconto del padre senza pensare ancora alle immagini di Tommy entrate nelle nostre case. Tommy sul passeggino, mentre mangia la pappa, col costume di carnevale, con lo sguardo di chi ha fatto una birichinata. Sempre sorridente, sempre allegro. La violenza con cui il piccolo è stato ucciso non ha eguali ed i dettagli vanno rispettosamente omessi. E poi non aggiungerebbero nulla a questo orrore.
Casa Onofri è un porto di mare, a dimostrazione che vi sono tante persone cattive ma molte di più sono quelle buone. La volante della polizia che staziona perennemente fuori da qui, tiene alla larga curiosi e sciacalli, anche se ogni tanto qualcuno la fa franca, come quel noto prete assiduo frequentatore della Tv più che delle Chiese, il quale in piena emergenza si fece vivo non prima di aver convocato i fotografi. Purtroppo per noi per gente così c'è sempre un'isola dei famosi su cui approdare.
Dentro casa invece è un via vai di amici, molti dei quali incontrati a causa di questa tragedia ma per questo forza viva.
Paola Onofri ha una maglia bianca con un grande cuore rosso e la scritta Tommy nel cuore. Ogni gesto, ogni parola, ogni ricordo è per quel suo figlio che in quella dannata notte sedeva dove ora siedo io.
Sorride Paola e per tutti ha parole di forza e di aiuto. Quanto ai fantasmi ed al dolore solo lei sa fino in fondo quanto male facciano e quanto difficile sia tenerli a bada. E' il dolore di una madre a cui hanno strappato il dono più grande.
Tutti noi dobbiamo a questa famiglia delle scuse. Li abbiamo sviscerati, passati ai raggi X, giudicati.
Chi ancora deve essere " sezionato " sono gli aguzzini di Tommy, in un'inchiesta che non ha ancora svelato quei lati oscuri che la attanagliano.
E mentre ogni singolo membro della famiglia ha subito più ore di interrogatorio di quante fino ad oggi non ne abbia sostenute Provenzano, lo stesso, forse, non si può dire degli aguzzini i cui ruoli sono ancora tutti da chiarire. In primis quello della moglie di Alessi, Antonella, la stessa che tenendogli la mano giurava davanti alle telecamere di pregare per Tommy e che suo marito ovviamente " non c'entrava nulla ". Seduta nei salotti bene della tv, con i capelli di fresco pettinati, invitava i rapitori a liberare il bambino, mentre probabilmente da qualche parte del suo corpo ancora riecheggiavano le grida di Tommaso. Catturato, spaventato, seviziato, ucciso.
Penso a cosa può avere provato. Me lo immagino caricato a forza su di uno scooter con due individui dal viso coperto, mentre nel buio si allontana.
Sullo sfondo sempre più piccola la luce di casa. Mente il cuore dei genitori e del fratellino battono all'impazzata, tra paura e dolore.
Vorrei avere la macchina del tempo, catapultarmi lì, toglierlo dalle sgrinfie degli aguzzini e scusarmi con lui. Per l'inutile turbamento. Ora torniamo a casa piccolo, finiamo la pappa e giochiamo con la spada che ti piace tanto ed il tuo fratellino, calmando anche lui che starà ancora tremando per il brutto spavento. Mentre gli uomini cattivi resteranno chiusi per sempre, là fuori dalla porta, buio col buio. " Al funerale di Tommy vennero quasi 60mila persone, da non crederci come sia tanto amato " dice commosso Paolo, mentre organizza per il 01 aprile una grande marcia che riempirà Casalbaroncolo di gente da tutta Italia. Ma che Tommy non se ne sia realmente mai andato non lo dimostrano solo i ricordi, le fotografie, i suoi giochi, sparsi per la casa. Lo dimostrano i risultati che grazie al suo sacrificio oggi vengono raggiunti."
A giorni inizierà anche il processo. Davanti ai coniugi Onofri sfileranno non solo gli ultimi dodici dolorosi mesi, ma anche i demoni che hanno cancellato il loro futuro. " Per loro non proviamo odio, ma solo indifferenza " dicono all'unisono, " perché l'odio è un sentimento mutevole e potrebbe trasformarsi, l'indifferenza no, è forte come il granito che ricorda Tommaso in una squallida piazzola."
Col processo torneranno le telecamere. E certi folli paradossi. " Scoprimmo del ritrovamento del cadavere di mio figlio dalla Tv. Quando il magistrato venne a darci la notizia, mia moglie era già sotto valium ".
Anche per questo dovremmo loro delle scuse.
E promettergli che non li lasceremo soli. Mai. Aiutandoli a dare un senso al sacrificio del proprio piccolo, il cui cuore, se bene ascoltiamo, ancora batte dentro le mura di questa casa. Come nelle case di milioni di italiani, dove altrettanti Tommy ora ricevono il bacio della buona notte e vanno a letto.
La nebbia che scende su Parma avvolge tutto. Strade e coscienze.
La radura è ancora più tetra, mentre una coppia di pervertiti, cacciati subito dai vigili, cerca di trastullarsi proprio a pochi passi dal posto dove l'anima di Tommy ha lasciato il suo corpo. L'orrore, come l'imbecillità, si sa non avere mai limiti.
Dallo stereo dell'auto Renato Zero canta: " ..oltre il tempo, l'amore ha vinto per questa notte oltre la vita, per ogni lacrima che scenderà" e chiude così un incontro con una famiglia che mai dimenticherò.

Scritto da Massimiliano Frassi presidente PROMETEO

L' Associazione Tommy nel Cuore, gestita direttamente dai genitori, sostiene attività e strutture necessarie a tanti bambini. Si sceglie di volta in volta un singolo progetto, portandolo poi a compimento. Per conoscere le attività dell' associazione e le opere realizzate, entrate nelle pagine "Iniziative in Italia" e "INIZIATIVE NEL MONDO" che trovate nella pagina principale del sito.

 
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB